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Ti racconto una favola

Beautiful mother showing images in a book to her cute little girl Bentrovate cara amiche mamme! Lucia ci scrive: ”molte amiche mie mi consigliano di parlare spesso a mio figlio anche se ancora non parla. Così ho pensato di leggergli spesso le favole. Me ne consigli qualcuna?” Voi care amiche mamme avete qualche favola da consigliare a Lucia?

3 Commenti »

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3 Risposte a “Ti racconto una favola”

  1. 1

    Ingrid dice:

    Cara Lucia i miei figli vanno matti per questa favola:
    In prossimità di un bosco, vivevano tre porcellini. Per mettersi al sicuro da un certo lupo che abitava nei paraggi, decisero di costruirsi tre casette. Il più volenteroso si procurò calce e mattoni, gli altri decisero di affaticarsi di meno e preferirono l’uno la paglia, l’altro il legno. In poco tempo e con poca fatica, la casetta di paglia fu pronta.
    Ma la debole costruzione non resistette al primo assalto del lupo. Bastò un semplice soffio e il porcellino si trovò senza riparo. Impaurito, corse a perdifiato verso la casetta di legno. Pensando di essere al sicuro, i due porcellini risero alle spalle del fratello che, con tanto impegno e fatica, si era costruito la casa in mattoni. Intanto il lupo non volle darsi per vinto così facilmente e, dopo una bella corsa, si fermò davanti alla casetta.- Aprite – intimò ai due porcellini.
    – Vattene, non ci fai paura… –
    Allora il lupo raccolse tutto il fiato che aveva e soffiò più forte che mai. In un attimo la porta cedette e ai due malcapitati non restò che correre dal saggio fratello. I tre fratelli fecero appena in tempo a chiudere la porta in faccia al lupo. In quel momento i due porcellini, ansanti e ancora spaventati, capirono quanto è importante fare le cose con impegno.
    Ora erano al sicuro, ma come liberarsi del lupo? Il lupo innervosito, capì che questa volta non sarebbe bastato soffiare sulla casa per aprirsi un varco. Si accanì allora sulla porta, ma questa, che aveva cardini robusti, non cedette.Il lupo, credendo di essere molto furbo, si arrampicò su un albero e pensò di sorprendere i tre porcellini entrando in casa dal camino. Nella foga di attuare il piano, non si accorse che il porcellino saggio si era reso conto delle sue intenzioni. Il porcellino gli preparò, svelto svelto, una sorpresa. Accese un bel fuoco nel caminetto e aspettò che il lupo vi cadesse sopra. A questo punto il lupo, stanco e bruciacchiato, si allontanò di corsa e non si fece più vedere. Da quel giorno i tre porcellini vissero al sicuro nella bella casetta di mattoni.

    PUOI ANCHE ASCOLTARLA https://www.youtube.com/watch?v=X84d1xmfb0M

  2. 2

    Federica dice:

    salve a tuttee :)
    un mesetto fa io e mia figlia comprammo un libro di favole e se ne innamorò di una in particolare.
    La storia del giovane gambero:
    Un giovane gambero pensò: – Perché nelle mia famiglia tutti camminano all’indietro? Voglio imparare a camminare in avanti, come le rane, e mi caschi la coda se non ci riesco. –
    Cominciò a esercitarsi di nascosto, tra i sassi del ruscello natio, e i primi giorni l’impresa gli costava moltissima fatica: Urtava dappertutto, si ammaccava la corazza e si schiacciava una zampa con l’altra. Ma un po’ alla volta le cose andarono meglio, perché tutto si può imparare, se si vuole.
    Quando fu ben sicuro di sé, si presentò alla sua famiglia e disse: – State a vedere.- E fece una magnifica corsetta in avanti.
    – Figlio mio,- scoppiò a piangere la madre, – ti ha dato di volta il cervello? Torna in te, cammina come i tuoi fratelli che ti vogliono tanto bene.
    – I suoi fratelli però non facevano che sghignazzare.
    Il padre lo stette a guardare severamente per un pezzo, poi disse : – Basta così. Se vuoi restare con noi, cammina come gli altri gamberi. Se vuoi fare di testa tua , il ruscello è grande : vattene e non tornare più indietro.-
    Il bravo gamberetto voleva bene ai suoi, ma era troppo sicuro di essere nel giusto per avere dei dubbi: abbracciò la madre, salutò il padre e i fratelli e si avviò per il mondo.
    Il suo passaggio destò subito la sorpresa di un crocchio di rane che da brave comari si erano radunate a far quattro chiacchiere intorno a una foglia di ninfea.
    – Il mondo va a rovescio, – disse una rana, – guardate quel gambero e datemi torto, se potete.-
    – Non c’è più rispetto, – disse un’altra rana.
    – Ohibò ohibò, -disse un terza.
    Ma il gamberetto proseguì diritto, è proprio il caso di dirlo, per la sua strada. A un certo punto si sentì chiamare da un vecchio gamberone dall’espressione malinconica che se ne stava tutto solo accanto ad un sasso. – Buon giorno, – disse il giovane gambero.
    Il vecchio lo osservò a lungo, poi disse: – Cosa credi di fare? Anch’io, quando ero giovane, pensavo di insegnare ai gamberi a camminare in avanti. Ed ecco cosa ci ho guadagnato: vivo tutto solo, e la gente si mozzerebbe la lingua, piuttosto che rivolgermi la parola: Fin che sei in tempo, da’ retta a me: rassegnati a fare come gli altri e un giorno mi ringrazierai del consiglio.-
    Il giovane gambero non sapeva cosa rispondere e stette zitto. Ma dentro di sé pensava:
    – Ho ragione io. –
    E salutato gentilmente il vecchio riprese fieramente il suo cammino.
    Andrà lontano? Farà fortuna? Raddrizzerà tutte le cose storte di questo mondo? Noi non lo sappiamo, perché egli sta ancora marciando con il coraggio e la decisione del primo giorno. Possiamo solo augurargli, di tutto cuore: – Buon viaggio! –

    Ogni tanto fa la scema e cammina all’indietro sperando d’incontrare qualche gambero ahahahahah :-P
    spero di essere stata d’aiuto :)

  3. 3

    sources dice:

    Gentile Lorenzo Cabrelle,
    ho letto il suo articolo che condivido.
    Un suo passaggio per?? mi genera qualche perplessit??. Faccio riferimento alla speranza che Lei esprime circa la partecipazione di ???progettisti di riconosciuto valore???. Se con questa definizione fa riferimento al mondo delle archistar (pi?? o meno luminose, pi?? o meno geograficamente vicine), allora mi permetto di dirle che a mio avviso ?? pi?? preoccupante che le somme, effettivamente irrisorie, possano tener lontani o non stimolare un completo coinvolgimento di progettisti il cui valore, purtroppo, non ?? mai stato messo alla prova, o mai ?? stato riconosciuto, perch?? estranei ai circuiti mediatici o istituzionali (Universit?? ad es.). La partecipazione ad un concorso per questi progettisti ?? una delle migliori occasioni, ma anche uno dei momenti di investimento (in tutti i sensi, anche economico) maggiori, proprio per la fiducia che in queste occasioni si riversa.
    Le somme irrisorie messe a disposizione aPadova rispecchiano quanto nel nostro paese si va consolidando per i concorsi di architettura e sono a mio avviso uno schiaffo soprattutto per i molti colleghi, giovani e non (che probabilmente parteciperanno comunque numerosi) e che hanno idee, voglia di confrontarsi, energie intellettuali che dovrebbero essere valorizzate, stimolate, e non mortificate anche in occasione di un concorso. Cordiali saluti
    Mirco Simonato

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